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Room Of AngelI need a Miracle, and NOT someone's charity
April 26 Senza paura di niente
Come si cambia, cantava Fiorella Mannoia. Ma non mi importa granché, suppongo. Quello che ho provato è stato di una bellezza celeste e chiarificatrice, tutto
ora aveva assunto una diversa prospettiva, il cielo era un po’ più
azzurro e le giornate più calde, semplicemente guardandoti negli
occhi, quegli occhi così intensi. E tutto era diventato in
generale più semplice, del resto di te mi fidavo e non posso dire che tu facessi esattamente il
geloso. Ti sei comportato come hai sempre fatto,
anzi addirittura più freddamente. Eri ancora così terribilmente paranoico
riguardo a noi.. Ma
del resto non aveva nessuna importanza, stare con te era ciò che
contava.. Chissà se poi eri davvero il mio ragazzo, ce lo siamo chiesti così spesso. Io sai avrei continuato a guardarti e viverti come ogni sera delle nostre, dio sa se non avessi voluto nient’altro che sentire quei brividi per tutto il resto della mia vita… Ma c’è tempo e tempo, e ieri era il tempo dei chiarimenti e dei contrasti. La conversazione è stata vaga e infruttifera, io dovevo capirti e ti capisco, dico davvero, io stesso avevo le mie remore al riguardo di tutto quello che mi riguarda. Però sentivo di volerti troppo bene, di volerti dare troppo, rispetto a quello che stavamo vivendo. Troppo per il poco che ci ha allontanato. In effetti poi non la stavamo vivendo la nostra "storia", qualsiasi cosa non ci bastava mai, io volevo il tuo cuore, tu volevi il mio cuore. Ma nessuno dei due sembrava volere guardare nella mente dell'altro. Poi ieri nel silenzio iniziai a lacrimare, tu parlavi irritato. Socchiusi gli occhi. Immaginai le tue labbra appoggiarsi sulle mie palpebre, aprire gli occhi e vederti sorridere di nuovo. Forse ti avrei detto.. "grazie, che ti prende?” “che vuoi che m prenda, piangi, la cosa più naturale che m viene è baciarti. Non piangere.” “non sto piangendo, ho sonno, la pizza era pesante. Uhm, lacrimazione spontanea da digestione, la chiamano. O da sonno, qualcosa del genere.” “stai tergiversando, e quando tergiversi vuol dire che menti. E quando menti vuol dire che soffri.. Io non so cosa fare, questa è l’ultima cosa che voglio” poteva dire mentre anche le sue lacrime gli offuscavano la vista. Proseguendo poi dicendo.. “ecco, ora sto digerendo anch’io vedi? Tutta colpa tua..” E sì, sognando ti abbracciai, a piangere le lacrime di uno sulla maglietta dell’altro. Per quale motivo poi? So bene che non sono un ragazzo normale, che non posso avere una relazione normale e che quindi non avrei mai potuto viverti davvero. Era per questo che piangevo. Perché più mi innamoravo di te più sentivo di stare perdendoti. E infatti così è successo.. E’ così triste vivere nella consapevolezza dell’estrema labilità delle cose. Tu forse ieri avresti pianto perchè per l'ennesima volta avevi fatto piangere la persona che credevi di amare, io piangevo perché la persona che amavo avrebbe pianto ancora per poco, al mio fianco. Se solo con un telecomando potessimo fermare i momenti mi sarei fermato lì, tra le tue braccia, con il tuo respiro che mi sussurrava nelle orecchie, e i tuoi occhi così luminosi. Ma la nostra vita non è un nastro registrato, e a volte bisogna andare avanti. Se dovevo fermare quel momento, e vivere di quello per il resto dei miei giorni, volevo che fosse il più bello possibile. Forse forse avrei dovuto dirtelo, forse avrei dovuto crederci di più in un.. "ti amo", due paroline che legano più del sangue. Sì, io ti amo.. Ma devo ucciderti, faceva una stupida canzone di qualche tempo fa. Un'intesa come la nostra, spenta dalla doccia gelida della mia rassegnazione, non lascia nessuno spazio ad amicizia. Addio vampirello.. Me muero por suplicarte (I die for begging you) Que no te vayas mi vida (that you don't leave my life) Me muero por escucharte (I die for hearing you) Decir las cosas que nunca dirásto (tell you the things that you will never say) Mas me callo y te marchas (but I stay quiet and you leave) Aun tengo la esperanza (I still have the hope) De ser capaz algun día (of one day being able) De no esconder la heridas que me duelen al pensarto (not hide the wounds that hurt me when I think) ---------------- Now playing: Alex Ubago - Sin miedo a nada via FoxyTunes April 02 Se sei lì dentro, fatti trovare...![]() La foto non è stata scelta a caso, è esplicativa di ben due questioni che mi riguardano, ossia l' "eliminazione" dello sfondo e il ritrovamento del mio bambino interiore. Sentite la canzone in sottofondo, un ascolto lo vale sicuramente.. Oggi sono stato dal medico, perchè non sto bene. Affatto. E di nuovo I frequentatori più assidui della Stanza se lo ricorderanno certo il "periodo" che ho passato quest'estate. Ci sto ricascando. E così ne sono uscito con la (re)prescrizione di un farmaco ansiolitico e, cosa ben più fondamentale, l'impegnativa per un ciclo di visite psicologiche e psico-terapeutiche.. Non starò qui a vomitare in pubblico le ragioni prettamente cliniche di tutto ciò (mm..mi sono mai fatto scrupoli prima d'ora?), chi è interessato me le può chiedere in privato, tuttavia ritengo che questo sia un punto decisamente nevralgico della mia esistenza (chiamarla vita è grossolano); che ci dovrei fare poi da uno psicologo, visto che non riesco a parlare di me neanche a me stesso? Mah, vedremo, male non può farmi, arrivato a sto punto. Già, a che punto sono arrivato? March 07 I segreti di Misterya Lane Ultimamente, a differenza di quello che succede in questa Stanza, nel mio stabile c'è un gran movimento. Gente che va e gente che viene. Bisogna premettere che il mio non è un condominio, infatti ci sono solo 6 appartamenti e 5 famiglie, tra cui la mia. Non avendo molto altro da fare passo il tempo a guardare dalla finestra, a captare discussioni sul pianerottolo, origliare le telefonate dei miei.. E quindi mi sento quasi parte del telefilm delle casalinghe disperate di Wisteria Lane dove in ogni puntata c'è gente che va e gente che viene, portandosi dietro i suoi intrighi e i suoi drammi personali.. Fino a una decina di anni fa circa, la composizione del quartiere è stata immutevole, nessuno se ne è mai andato e nessuno è mai venuto. Poi nella villa a fianco i proprietari hanno improvvisamente deciso di vendere tutto e andarsene. Furuno i primi, ed io ero amico del loro figlioletto, un soggetto insopportabile spocchioso e viziato che ancora stava attaccato alla gonna della mamma nonostante l'età fosse quella delle prime ribellioni. Il padre non lo ricordo, stava spesso via per lavoro e al suo ritorno portava giocattoli e computer nuovi per i figli. Ecco, mi sembra avesse un'impresa di produzione di componenti elettronici, o qualcosa del genere. Mentre della madre ho ancora un'immagine piuttosto chiara, ovviamente mantenuta e nullafacente, una bella signora bionda e con gli occhi azzurri che portava sempre uno di quei cappellini da città con le quali ci si da' quel contegno da signore altolocate. Passava le sue giornate a curare il giardino e a gozzovigliare sul suo divanetto vicino alla piscina, mentre i figli correvano di quà e di là per l'abitazione. Poco tempo dopo anch'io e altri ragazzi eravamo entrati in quello scenario, i pochi bambini del quartiere si ritrovavano insieme per non essere troppo annoiati dalla depressione degli anni '90. O minacciati dal crimine, ovviamente. Erano i tempi di IT di Stephen King in prima serata in tv, film in cui le amicizie di quartiere erano perno centrale della narrazione, e quindi proiettavo le stesse sensazioni della pellicola nella mia vita reale. Come ho detto un giorno decisero di andarsene e abbandonare la loro lussuosa villetta, per trasferirsi in un pantagruelico castello con tanto di parco personale fuori milano. Ci sono stato solo una volta, poi non lo sentii mai più. Da ultime risultanze la moglie tradiva sempre il marito durante i suoi viaggi, per cui questi decise di isolarla nel bel mezzo della campagna della brianza per evitarle tentazioni. Chissà che fine avrà fatto il mio amichetto, probabilmente analizzando il suo profilo psicologico di quando aveva 10 anni ora è un piccolo ribelle nerd che se la fa con i suoi compagni di siti porno pagandoli per dargli le attenzioni che i suoi genitori gli hanno tolto dopo il trasferimento. Al posto della famigliola ricca, ne arrivò un'altra, questa volta arricchita. E' il classico esempio di gente gretta, terra terra, che il denaro non se lo sono guadagnato ma è arrivato per un colpo di fortuna. O per un colpo in banca. La moglie veste sempre di tubini neri strettissimi che le arrivano a metà coscia, non l'ho mai vista vestita diversamente. Ha un accento provinciale pesante, una voce potente e un trucco sempre eccessivo che sottosta ad un'impalcatura di capelli biondi mal tinti. Ha sempre una sigaretta in mano e cura il giardino, come la precedente proprietaria, inseguendo i cagnolini pincher che ha chiamato con nomi di persona altamente fastidiosi, sempre evocati dalla sua voce possente che è impossibile non riconoscere anche per le vecchie signore in fondo alla via e vicino alla chiesa dove passano la maggior parte del loro tempo quando non sono troppo acciaccate dall'età e dai malanni. Come dicevo, è evidente che non si tratta di gente di nobile estrazione, ma di gente arricchita: la figlia, una puttanella della mia età molto carina, potrebbe fare la ragazzina viziata e invece sembra molto alla mano. Troppo alla mano, l'ho vista in questi anni con un ragazzo diverso ogni settimana. Suo fratello più grande invece, fa il ribelle, il metallaro, e poi guida la mercedes del papy invitando i suoi compagni alle feste che organizza nella residenza, dove ovviamente la madre è sempre presente da brava tardona che si sente ancora giovane dentro e soprattutto fuori. Il marito, che non stenterei a vedere in una canotta sudicia e con il sigaro in mano seduto alticcio fuori da un bar desolato in una qualche cittadella del sud, fa il meccanico presso un'officina di sua proprietà poco distante. Ed è proprio lì che si consuma il motore primo della ricchezza della famiglia, non sono ovviamente gli introiti della sua attività, ma il fatto che spaccia coca. La sua officina è già andata a fuoco 3 o 4 volte, ed oltre all'ovvio motivo assicurativo, i più scaltri ne capiranno la ragione.. La villa di fronte invece è stata abitata per generazioni dalla stessa famiglia. Purtroppo come nella peggiore famiglia Kennedy, è sempre stata colpita da drammi tremendi, ed è stata decimata; in poche parole, dopo incidenti malattie gravi e guerre intestine, è rimasto solo l'ultimo esponente, il più piccolo, una volta amico di famiglia, un bel ragazzo dagli occhi trasparenti e dalla mente annebbiata da tutti i disastri che gli sono successi. Ora vive da solo in questa villa a due piani, ha venduto l'attività di famiglia a un'azienda di soccorso stradale che occupa con i suoi automezzi i parcheggi dei residenti, quelli che abitano qui da sempre, e che hanno conseguentemente ulteriormente isolato l'ultimo rampollo della famiglia distrutta. Anche se non sono rimasto in buoni rapporti con questo ragazzo, come il resto della famiglia del resto, e ormai della solitudine ha fatto il suo stile di vita, lo tengo d'occhio e ultimamente sembra che si stia rimettendo in piedi. Sono dalla sua parte, è un così bel ragazzo! ^^' Anche la villa a fianco a quest'ultima ha avuto la sua buona dose di drammi. Il figlio dopo un incidente è rimasto gravemente invalido, mentre la sorella è lesbica, cosa che causa evidente imbarazzo ai suoi genitori, già così preoccupati dal dover curare il figlio più grande. Non escono molto spesso, anzi, a dir la verità non li vedo uscire da anni da casa, solo il padre che gestisce la carrozzeria a conduzione familiare si fa vedere più spesso. Ma non ho mai conosciuto davvero questa famiglia, mio fratello negli anni 80 frequentava la figlia (quella che è ora lesbica) insieme ai vecchi ragazzi del quartiere, ormai sposati o scappati, e questo è sempre stato il massimo che ho saputo dell'intera vicenda. Parcheggiamo una delle nostre macchine nel loro garage interno, ma ciònonostante, l'intera casa sembra coperta da una sorta di cappa di mistero e malinconia. Veniamo infine al mio stabile, l'unico della via a non essere una villa, seppur in principio fosse stato pensato come quella più grande, poi incontrò le volontà contrarie degli altri residenti, che volevano mantenere la loro esclusività sociale. Anche questo, come tutte le altre residenze del quartiere, ha un grande giardino, più volte torturato e mutilato dei grandi alberi che lo occupavano. Ora è poco più che un deposito per qualche rosa e qualche ortensia, dopo il licenziamento del giardiniere e la presa dell'incarico da parte di quello che si sente il vice-amministratore del palazzo. In realtà è il classico tipo che si infila in qualunque faccenda, dove c'è qualcosa da cui si può trarre profitto c'è anche lui. Architetto in pensione da anni, è sempre il primo ad accogliere i nuovi arrivati, a mettere becco nelle faccende private degli altri, a voler fare il faccendiere in tutte le attività del palazzo. Ha da anni deciso di essere l'unico mastro di chiavi dello stabile, pertanto non sono mai riuscito ad accedere al tetto in quanto l'unica chiave ce l'hanno lui e l'amministratore. Non glielo perdonerò mai. Lui e la moglie trattano chiunque con la puzza sotto il naso, hanno una voce tombale che sembra provenire da un'altra dimensione, sono molto esigenti e hanno educato i 3 figli, ormai 30enni, in modo decisamente severo, tanto che ormai solo il più piccolo è rimasto nel nido, mentre gli altri se ne son scappati appena ne hanno avuto la possibilità. In realtà uno di loro è recentemente tornato all'ovile a causa di problemi economici e familiari, e ha occupato, con il fratello più piccolo, il secondo degli appartamenti che sono di proprietà del capofamiglia, nonchè sedicente capostruttura. Questa gente, che sta ai piani alti, sia materialmente che idealmente, scende ai piani bassi solo per impicciarsi degli affari degli altri e per mettere le mani in pasta, non è un caso che ogni volta che qualcuno si mette a parlare sul pianerottolo misteriosamente questi si trova a scendere dalle scale (non usando l'ascensore) proprio in quel momento. Erano gli unici ad abitare già qui quando si sono trasferiti i miei 25 anni fa e probabilmente saranno gli unici a rimanere qui a dettare legge sui prossimi arrivati. Ma anche no. Al terzo piano, a fianco al loro primo appartamento, abitava un'altra famiglia, madre padre e figlia, già vecchia da quando ne ho memoria. La madre era una grassona sempre smunta, poco curata, essenzialmente brutta e con una voce vibrante al pari di quella della villa a fianco e della contessa del piano di sopra. La figlia invece sembrava decisamente più vecchia della sua età, e infatti si è presto sposata e trasferita, seguita a breve dai genitori, che trovatisi soli han deciso di avvicinarsi di più alla sede del lavoro di lui, una ditta di idraulica. Lui era il classico uomo medio, senza pregi nè difetti, sempre molto calmo e serafico, con una strana capigliatura che ricordava le cotonature dei tardi anni 80, e un look grigio e sottotono proprio come quello della moglie. Non si sono mai più fatti sentire, in ogni caso erano così anonimi che ancora mi stupisco di ricordarmene il cognome. Al loro posto invece si trasferì un dentista, molto ricco, che decise di ristrutturare l'appartamento con finiture di lusso e stucco veneziano su ogni parete. Un bell'uomo, il classico playboy sessantenne ancora piacente, che stava affrontando un turbolento divorzio dalla moglie acida e petulante e che si è trasferito qui dopo essere stato letteralmente cacciato fuori di casa. Naturalmente l'aveva tradita, e lei era intenzionata a spillargli ogni soldo che possedeva. Questi, noncurante, viveva una vita agiata e spensierata, sempre accompagnato da donne giovani e belle, finchè ha deciso di lasciare il quartiere dopo soli 4 o 5 anni, probabilmente la moglie è riuscita nell'intento di rovinare il marito e quindi ha dovuto trasferirsi in una casa decisamente più piccola per ridurre il mutuo. Peccato, era simpatico (solo a me) e svecchiava un pò l'immagine di signorotti borghesi casa e chiesa del quartiere. Il trasloco è avvenuto proprio in questi giorni, non si è ancora capito chi verrà al suo posto, in quanto ho visto decine di persone entrare ed uscire da quell'appartamento e ancora non so se è una famiglia davvero grande, oppure qualcuno che si è portato parenti e amici a far vedere la nuova casa. Hanno una culla, mobili abbastanza cheap, e probabilmente una seconda o terza figlia di qualche anno più piccola di me, anch'essa con evidenti tendenze da sgualdrina. Ma ancora non so a sufficienza dei nuovi vicini, quindi aggiornerò nel momento in cui si saranno trasferiti in pianta stabile. Nell'appartamento sottostante, l'unico che in precedenza era occupato del secondo piano (ora ci stanno anche i due fratelli della coppia snob di cui sopra), viveva fino a un anno fa una famiglia molto litigiosa, madre padre e figlia 30enne. Litigavano spesso, madre e figlia, si sentivano in tutto il palazzo, lei amava divertirsi e uscire con tanti ragazzi diversi (lo so, è un vizio dell'intero quartiere.. ^^) mentre la madre, austera ed esigente, la voleva più donna di casa, che donna di strada. Il marito, un uomo abbastanza affascinante per la sua età, un evergreen patito di musica rock di anni ormai dimenticati, era diventato amico di mio padre con cui condivideva questa passione e l'astio nei confronti del faccendiere del 3o piano, la moglie invece ha per anni lavorato con mia madre prima del rispettivo pensionamento, quindi i rapporti erano prettamente professionali anche al di fuori dell'orario di lavoro. Curioso che per 15 anni la mia famiglia e la loro si siano date del lei, e un paio di settimane prima del loro trasferimento abbiano deciso di concedersi la confidenza del "tu". C'è da dire che sono rimasti in buoni rapporti, ci vengono a trovare spesso e giusto oggi andranno a fare shopping insieme. La prima ad andarsene fu la figlia, e sorprendentemente non per sopravvenuto esaurimento nervoso come si potrebbe pensare, ma perchè come ha sempre voluto la madre, si è sposata ed è andata a vivere col marito, col quale si frequentava da un paio d'anni. A breve fu seguita dai genitori, rimasti troppo soli in una casa così grande. Al loro posto si è installata un'altra famiglia, madre, padre e figlioletto in età scolastica. Sembrano abbastanza comuni, entrambi lavorano molto e si fanno vedere poco, ma finora si sono sempre comportati con cordialità e una sorta di "timore reverenziale" nei confronti degli altri inqulini, in particolare del Patriarca del terzo piano, che hanno già giustamente inquadrato come gran simpaticone (o gran rompicoglioni, che dir si voglia). Una famiglia apparentemente unita, lui bonaccione attaccato al figlio che sembra già una piccola peste, e la madre, per contro, piuttosto severa nella sua educazione, sempre troppo esigente e in contrasto con l'idea di genitore del marito, l'una il bastone, l'altro la carota. Lui, il piccolo, è già un bel bambino, e sicuramente tra una decina d'anni farà battere il cuore di tutte le nuove sciacquette che si sono insediate nel quartiere. Questo sempre che la madre padrona non lo castri già in tenera età, come la precedente inquilina di cui parlavo poco sopra ha fatto con la figlia. Sono qui da troppo poco tempo per svelare qualche altro segreto di questa famigliola apparentemente felice, ma si sa' che dietro ogni bella facciata si nasconde qualche crepa.. Giunti al primo piano, oltre alla mia abitazione, c'è un piccolo appartamento vuoto, fino a poco tempo fa tenuto in affitto da un ricco concessionario d'auto sempre all'estero per affari. Viene usato come pied-à-terre per brevi periodi da coppie giovani, da scapoli d'oro con le loro ultime conquiste, e fino a qualche anno fa anche come piccola casa chiusa dove qualche imprenditore amico del proprietario portava le sue amichette mercenarie per sfogare i loro pruriti. Oltre a questo, un paio di anni fa per un brevissimo periodo venne ad avervi residenza una giovanissima coppia, poco più della mia età, che restò nell'appartamento solo per qualche giorno. Un pomeriggio suonarono al mio campanello, e mi ritrovai di fronte questo adone, biondo e bellissimo, a petto nudo e appena uscito dalla doccia, che mi chiedeva di prestargli l'asciugacapelli. Se ne andarono pochi giorni dopo, ma tanto ho sperato che rimanessero in pianta stabile per poter vedere, e rivedere, e rivedere ancora, quell'angelo biondo che circondato di luce suonò il mio campanello e mi fece suonare dentro tutti i miei campanelli più recettivi. Ora l'appartamento è in vendita da pochi giorni, il proprietario è diventato troppo vecchio per i suoi continui spostamenti e quindi si vuole liberare di alcune delle sue proprietà. Chissà chi verrà ad abitarci, restate sintonizzati per aggiornamenti! Infine, l'appartamento affianco al monolocale è stato per anni abitato da un signore solo, mai sposato, mai fidanzato, gran fumatore e gran mangiatore. Dopo anni di questo stile di vita, è diventato obeso e non più autosufficiente, per cui il fratello e la moglie sono venuti ad convivere con lui. Gente semplice, campagnola, passa molti mesi l'anno nel proprio paese d'origine, cucinano sempre schifezze stufate che riempiono lo stabile del loro olezzo, tanto che a volte mi domando se non stiano trattando cadaveri mummificati nei loro pentoloni sempre fumanti. Purtroppo il proprietario originario negli ultimi anni si è ammalato a causa del suo stile di vita, e dopo un intervento che lo ha privato della sua residuale dignità di maschio mai sfruttata, è morto pochi giorni fa in ospedale in seguito a complicazioni. Mancherà, un bonaccione che è sempre stato al suo posto, troppo timido per avere rapporti con chiunque e troppo in là con gli anni per rifarsi una vita. Per lo meno non è morto solo, quindi la sua terribile esperienza che può per molti risultare terribilmente familiare e terribilmente probabile, non deve essere intesa come interamente negativa. Fine Bene, i racconti di Misterya Lane terminano qui, rimane sempre un piacere per me vedere dalla finestra i nuovi cartelli di vendita degli appartamenti, perchè già immagino chissà quali altri segreti e drammi i nuovi arrivati si porteranno dietro, e quali ricordi i vecchi abitanti si portano via con loro. ![]() February 26 ...ma guardando il cieloCi sono tante cose belle per cui vivere. Vorrei provarne qualcuna. Sull'orlo del precipizio..Si muore un po' per poter vivere.
I miei ricordi spensierati
La colonna sonora della mia vita
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Firmate pure il mio guestbook, non vi preoccupate... ![]() ...non vi segnerò nella mia lista nera! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||