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August 12

Troppo presto per dire Ti Amo

E' troppo tardi oggi per pensare alla mia vita,
ed è troppo presto per capire a fondo il senso di questa.
Stasera non voglio nulla di più e nulla di meno.
Ho fumato le mia sigarette, ho cenato con la mia "famiglia",
ho parlato con il mio ragazzo di cose più o meno piacevoli,
ho discusso e scherzato con le persone che ho vicino...
Ho accarezzato il gatto..
E per stasera questo mi basta. Non vi capita a volte di non desiderare nient'altro che la normalità?
C'è il tempo per i viaggi e c'è anche il tempo per
una serata in solitudine nella propria camera a riflettere.
C'è il tempo per fare grandi cose con gli amici ma c'è anche il
tempo di cenare da soli con sè stessi.
C'è il tempo per passare una notte intera a fare l'amore, per
svegliarsi e per ricominciare a farlo, ma c'è anche il tempo di godersi
un momento d'amore.. che sia un'ora o 10 minuti.. anche di soli
abbracci.
In questo momento vorrei la normalità, vorrei la tranquillità.
Vorrei un dolce bacio della buonanotte e un massaggio prima di dormire, vorrei trovare un'email di un vecchio
amico, vorrei un pò di musica tranquilla e a basso volume,vorrei
ricevere uno squillo dal mio ragazzo solo per sapere che sono
  nei suoi pensieri.
Vorrei essere tranquillo e non affrettare i tempi.
Stasera non vorrei nulla di più.



Domani chissà.

April 26

Senza paura di niente


Come si cambia, cantava Fiorella Mannoia.
Ma non mi importa granché, suppongo. Quello che ho provato è stato di una bellezza celeste e chiarificatrice, tutto ora aveva assunto una diversa prospettiva, il cielo era un po’ più azzurro e le giornate più calde, semplicemente guardandoti negli occhi, quegli occhi così intensi. E tutto era diventato in generale più semplice, del resto di te mi fidavo e non posso dire che tu facessi esattamente il geloso. Ti sei comportato come hai sempre fatto, anzi addirittura più freddamente. Eri ancora così terribilmente paranoico riguardo a noi.. Ma del resto non aveva nessuna importanza, stare con te era ciò che contava..
Chissà se poi eri davvero il mio ragazzo, ce lo siamo chiesti così spesso. Io sai avrei continuato a guardarti e viverti come ogni sera delle nostre, dio sa se non avessi voluto nient’altro che sentire quei brividi per tutto il resto della mia vita… Ma c’è tempo e tempo, e ieri era il tempo dei chiarimenti e dei contrasti.
La conversazione è stata vaga e infruttifera, io dovevo capirti e ti capisco, dico davvero, io stesso avevo le mie remore al riguardo di tutto quello che mi riguarda. Però sentivo di volerti troppo bene, di volerti dare troppo, rispetto a quello che stavamo vivendo. Troppo per il poco che ci ha allontanato.
In effetti poi non la stavamo vivendo la nostra "storia", qualsiasi cosa non ci bastava mai, io volevo il tuo cuore, tu volevi il mio cuore.
Ma nessuno dei due sembrava volere guardare nella mente dell'altro.


Poi ieri nel silenzio iniziai a lacrimare, tu parlavi irritato.
Socchiusi gli occhi. Immaginai le tue labbra appoggiarsi sulle mie palpebre, aprire gli occhi e vederti sorridere di nuovo.
Forse ti avrei detto..

"grazie, che ti prende?”

“che vuoi che m prenda, piangi, la cosa più naturale che m viene è baciarti. Non piangere.”

“non sto piangendo, ho sonno, la pizza era pesante. Uhm, lacrimazione spontanea da digestione, la chiamano. O da sonno, qualcosa del genere.”

“stai tergiversando, e quando tergiversi vuol dire che menti. E quando menti vuol dire che soffri.. Io non so cosa fare, questa è l’ultima cosa che voglio”
poteva dire mentre anche le sue lacrime gli offuscavano la vista. Proseguendo poi dicendo..

“ecco, ora sto digerendo anch’io vedi? Tutta colpa tua..”


E sì, sognando ti abbracciai, a piangere le lacrime di uno sulla maglietta dell’altro. Per quale motivo poi?
So bene che non sono un ragazzo normale, che non posso avere una relazione normale e che quindi non avrei mai potuto viverti davvero.
Era per questo che piangevo. Perché più mi innamoravo di te più sentivo di stare perdendoti. E infatti così è successo..
E’ così triste vivere nella consapevolezza dell’estrema labilità delle cose. Tu forse ieri avresti pianto perchè per l'ennesima volta avevi fatto piangere la persona che credevi di amare, io piangevo perché la persona che amavo avrebbe pianto ancora per poco, al mio fianco.

Se solo con un telecomando potessimo fermare i momenti mi sarei fermato lì, tra le tue braccia, con il tuo respiro che mi sussurrava nelle orecchie, e i tuoi occhi così luminosi. Ma la nostra vita non è un nastro registrato, e a volte bisogna andare avanti.
Se dovevo fermare quel momento, e vivere di quello per il resto dei miei giorni, volevo che fosse il più bello possibile.
Forse forse avrei dovuto dirtelo, forse avrei dovuto crederci di più in un.. "ti amo", due paroline che legano più del sangue. Sì, io ti amo..
Ma devo ucciderti, faceva una stupida canzone di qualche tempo fa.
Un'intesa come la nostra, spenta dalla doccia gelida della mia rassegnazione, non lascia nessuno spazio ad amicizia.

Addio vampirello..

Me muero por suplicarte
(I die for begging you)
Que no te vayas mi vida
(that you don't leave my life)
Me muero por escucharte
(I die for hearing you)
Decir las cosas que nunca dirásto
(tell you the things that you will never say)
Mas me callo y te marchas
(but I stay quiet and you leave)
Aun tengo la esperanza
(I still have the hope)
De ser capaz algun día
(of one day being able)
De no esconder la heridas que me duelen al pensarto
(not hide the wounds that hurt me when I think)



----------------
Now playing: Alex Ubago - Sin miedo a nada
via FoxyTunes   
  
April 02

Se sei lì dentro, fatti trovare...



La foto non è stata scelta a caso, è esplicativa di ben due questioni che mi riguardano, ossia l' "eliminazione" dello sfondo e il ritrovamento del mio bambino interiore.
Sentite la canzone in sottofondo, un ascolto lo vale sicuramente..

Oggi sono stato dal medico, perchè non sto bene. Affatto. E di nuovo
I frequentatori più assidui della Stanza se lo ricorderanno certo il "periodo" che ho passato quest'estate. Ci sto ricascando.
E così ne sono uscito con la (re)prescrizione di un farmaco ansiolitico e, cosa ben più fondamentale, l'impegnativa per un ciclo di visite psicologiche e psico-terapeutiche..
Non starò qui a vomitare in pubblico le ragioni prettamente cliniche di tutto ciò (mm..mi sono mai fatto scrupoli prima d'ora?), chi è interessato me le può chiedere in privato, tuttavia ritengo che questo sia un punto decisamente nevralgico della mia esistenza (chiamarla vita è grossolano);

che ci dovrei fare poi da uno psicologo, visto che non riesco a parlare di me neanche a me stesso?
Mah, vedremo, male non può farmi, arrivato a sto punto.

Già, a che punto sono arrivato?

March 07

I segreti di Misterya Lane

Ultimamente, a differenza di quello che succede in questa Stanza, nel mio stabile c'è un gran movimento. Gente che va e gente che viene.
Bisogna premettere che il mio non è un condominio, infatti ci sono solo 6 appartamenti e 5 famiglie, tra cui la mia.

Non avendo molto altro da fare passo il tempo a guardare dalla finestra, a captare discussioni sul pianerottolo, origliare le telefonate dei miei.. E quindi mi sento quasi parte del telefilm delle casalinghe disperate di Wisteria Lane dove in ogni puntata c'è gente che va e gente che viene, portandosi dietro i suoi intrighi e i suoi drammi personali..


Fino a una decina di anni fa circa, la composizione del quartiere è stata immutevole, nessuno se ne è mai andato e nessuno è mai venuto. Poi nella villa a fianco i proprietari hanno improvvisamente deciso di vendere tutto e andarsene. Furuno i primi, ed io ero amico del loro figlioletto, un soggetto insopportabile spocchioso e viziato che ancora stava attaccato alla gonna della mamma nonostante l'età fosse quella delle prime ribellioni. Il padre non lo ricordo, stava spesso via per lavoro e al suo ritorno portava giocattoli e computer nuovi per i figli. Ecco, mi sembra avesse un'impresa di produzione di componenti elettronici, o qualcosa del genere. Mentre della madre ho ancora un'immagine piuttosto chiara, ovviamente mantenuta e nullafacente, una bella signora bionda e con gli occhi azzurri che portava sempre uno di quei cappellini da città con le quali ci si da' quel contegno da signore altolocate. Passava le sue giornate a curare il giardino e a gozzovigliare sul suo divanetto vicino alla piscina, mentre i figli correvano di quà e di là per l'abitazione. Poco tempo dopo anch'io e altri ragazzi eravamo entrati in quello scenario, i pochi bambini del quartiere si ritrovavano insieme per non essere troppo annoiati dalla depressione degli anni '90. O minacciati dal crimine, ovviamente. Erano i tempi di IT di Stephen King in prima serata in tv, film in cui le amicizie di quartiere erano perno centrale della narrazione, e quindi proiettavo le stesse sensazioni della pellicola nella mia vita reale. Come ho detto un giorno decisero di andarsene e abbandonare la loro lussuosa villetta, per trasferirsi in un pantagruelico castello con tanto di parco personale fuori milano. Ci sono stato solo una volta, poi non lo sentii mai più. Da ultime risultanze la moglie tradiva sempre il marito durante i suoi viaggi, per cui questi decise di isolarla nel bel mezzo della campagna della brianza per evitarle tentazioni. Chissà che fine avrà fatto il mio amichetto, probabilmente analizzando il suo profilo psicologico di quando aveva 10 anni ora è un piccolo ribelle nerd che se la fa con i suoi compagni di siti porno pagandoli per dargli le attenzioni che i suoi genitori gli hanno tolto dopo il trasferimento.



Al posto della famigliola ricca, ne arrivò un'altra, questa volta arricchita. E' il classico esempio di gente gretta, terra terra, che il denaro non se lo sono guadagnato ma è arrivato per un colpo di fortuna. O per un colpo in banca. La moglie veste sempre di tubini neri strettissimi che le arrivano a metà coscia, non l'ho mai vista vestita diversamente. Ha un accento provinciale pesante, una voce potente e un trucco sempre eccessivo che sottosta ad un'impalcatura di capelli biondi mal tinti. Ha sempre una sigaretta in mano e cura il giardino, come la precedente proprietaria, inseguendo i cagnolini pincher che ha chiamato con nomi di persona altamente fastidiosi, sempre evocati dalla sua voce possente che è impossibile non riconoscere anche per le vecchie signore in fondo alla via e vicino alla chiesa dove passano la maggior parte del loro tempo quando non sono troppo acciaccate dall'età e dai malanni. Come dicevo, è evidente che non si tratta di gente di nobile estrazione, ma di gente arricchita: la figlia, una puttanella della mia età molto carina, potrebbe fare la ragazzina viziata e invece sembra molto alla mano. Troppo alla mano, l'ho vista in questi anni con un ragazzo diverso ogni settimana. Suo fratello più grande invece, fa il ribelle, il metallaro, e poi guida la mercedes del papy invitando i suoi compagni alle feste che organizza nella residenza, dove ovviamente la madre è sempre presente da brava tardona che si sente ancora giovane dentro e soprattutto fuori. Il marito, che non stenterei a vedere in una canotta sudicia e con il sigaro in mano seduto alticcio fuori da un bar desolato in una qualche cittadella del sud, fa il meccanico presso un'officina di sua proprietà poco distante. Ed è proprio lì che si consuma il motore primo della ricchezza della famiglia, non sono ovviamente gli introiti della sua attività, ma il fatto che spaccia coca. La sua officina è già andata a fuoco 3 o 4 volte, ed oltre all'ovvio motivo assicurativo, i più scaltri ne capiranno la ragione..



La villa di fronte invece è stata abitata per generazioni dalla stessa famiglia. Purtroppo come nella peggiore famiglia Kennedy, è sempre stata colpita da drammi tremendi, ed è stata decimata; in poche parole, dopo incidenti malattie gravi e guerre intestine, è rimasto solo l'ultimo esponente, il più piccolo, una volta amico di famiglia, un bel ragazzo dagli occhi trasparenti e dalla mente annebbiata da tutti i disastri che gli sono successi. Ora vive da solo in questa villa a due piani, ha venduto l'attività di famiglia a un'azienda di soccorso stradale che occupa con i suoi automezzi i parcheggi dei residenti, quelli che abitano qui da sempre, e che hanno conseguentemente ulteriormente isolato l'ultimo rampollo della famiglia distrutta. Anche se non sono rimasto in buoni rapporti con questo ragazzo, come il resto della famiglia del resto, e ormai della solitudine ha fatto il suo stile di vita, lo tengo d'occhio e ultimamente sembra che si stia rimettendo in piedi. Sono dalla sua parte, è un così bel ragazzo! ^^'



Anche la villa a fianco a quest'ultima ha avuto la sua buona dose di drammi. Il figlio dopo un incidente è rimasto gravemente invalido, mentre la sorella è lesbica, cosa che causa evidente imbarazzo ai suoi genitori, già così preoccupati dal dover curare il figlio più grande. Non escono molto spesso, anzi, a dir la verità non li vedo uscire da anni da casa, solo il padre che gestisce la carrozzeria a conduzione familiare si fa vedere più spesso. Ma non ho mai conosciuto davvero questa famiglia, mio fratello negli anni 80 frequentava la figlia (quella che è ora lesbica) insieme ai vecchi ragazzi del quartiere, ormai sposati o scappati, e questo è sempre stato il massimo che ho saputo dell'intera vicenda. Parcheggiamo una delle nostre macchine nel loro garage interno, ma ciònonostante, l'intera casa sembra coperta da una sorta di cappa di mistero e malinconia.



Veniamo infine al mio stabile, l'unico della via a non essere una villa, seppur in principio fosse stato pensato come quella più grande, poi incontrò le volontà contrarie degli altri residenti, che volevano mantenere la loro esclusività sociale. Anche questo, come tutte le altre residenze del quartiere, ha un grande giardino, più volte torturato e mutilato dei grandi alberi che lo occupavano. Ora è poco più che un deposito per qualche rosa e qualche ortensia, dopo il licenziamento del giardiniere e la presa dell'incarico da parte di quello che si sente il vice-amministratore del palazzo. In realtà è il classico tipo che si infila in qualunque faccenda, dove c'è qualcosa da cui si può trarre profitto c'è anche lui. Architetto in pensione da anni, è sempre il primo ad accogliere i nuovi arrivati, a mettere becco nelle faccende private degli altri, a voler fare il faccendiere in tutte le attività del palazzo. Ha da anni deciso di essere l'unico mastro di chiavi dello stabile, pertanto non sono mai riuscito ad accedere al tetto in quanto l'unica chiave ce l'hanno lui e l'amministratore. Non glielo perdonerò mai. Lui e la moglie trattano chiunque con la puzza sotto il naso, hanno una voce tombale che sembra provenire da un'altra dimensione, sono molto esigenti e hanno educato i 3 figli, ormai 30enni, in modo decisamente severo, tanto che ormai solo il più piccolo è rimasto nel nido, mentre gli altri se ne son scappati appena ne hanno avuto la possibilità. In realtà uno di loro è recentemente tornato all'ovile a causa di problemi economici e familiari, e ha occupato, con il fratello più piccolo, il secondo degli appartamenti che sono di proprietà del capofamiglia, nonchè sedicente capostruttura. Questa gente, che sta ai piani alti, sia materialmente che idealmente, scende ai piani bassi solo per impicciarsi degli affari degli altri e per mettere le mani in pasta, non è un caso che ogni volta che qualcuno si mette a parlare sul pianerottolo misteriosamente questi si trova a scendere dalle scale (non usando l'ascensore) proprio in quel momento. Erano gli unici ad abitare già qui quando si sono trasferiti i miei 25 anni fa e probabilmente saranno gli unici a rimanere qui a dettare legge sui prossimi arrivati. Ma anche no.



Al terzo piano, a fianco al loro primo appartamento, abitava un'altra famiglia, madre padre e figlia, già vecchia da quando ne ho memoria. La madre era una grassona sempre smunta, poco curata, essenzialmente brutta e con una voce vibrante al pari di quella della villa a fianco e della contessa del piano di sopra. La figlia invece sembrava decisamente più vecchia della sua età, e infatti si è presto sposata e trasferita, seguita a breve dai genitori, che trovatisi soli han deciso di avvicinarsi di più alla sede del lavoro di lui, una ditta di idraulica. Lui era il classico uomo medio, senza pregi nè difetti, sempre molto calmo e serafico, con una strana capigliatura che ricordava le cotonature dei tardi anni 80, e un look grigio e sottotono proprio come quello della moglie. Non si sono mai più fatti sentire, in ogni caso erano così anonimi che ancora mi stupisco di ricordarmene il cognome.



Al loro posto invece si trasferì un dentista, molto ricco, che decise di ristrutturare l'appartamento con finiture di lusso e stucco veneziano su ogni parete. Un bell'uomo, il classico playboy sessantenne ancora piacente, che stava affrontando un turbolento divorzio dalla moglie acida e petulante e che si è trasferito qui dopo essere stato letteralmente cacciato fuori di casa. Naturalmente l'aveva tradita, e lei era intenzionata a spillargli ogni soldo che possedeva. Questi, noncurante, viveva una vita agiata e spensierata, sempre accompagnato da donne giovani e belle, finchè ha deciso di lasciare il quartiere dopo soli 4 o 5 anni, probabilmente la moglie è riuscita nell'intento di rovinare il marito e quindi ha dovuto trasferirsi in una casa decisamente più piccola per ridurre il mutuo. Peccato, era simpatico (solo a me) e svecchiava un pò l'immagine di signorotti borghesi casa e chiesa del quartiere.
Il trasloco è avvenuto proprio in questi giorni, non si è ancora capito chi verrà al suo posto, in quanto ho visto decine di persone entrare ed uscire da quell'appartamento e ancora non so se è una famiglia davvero grande, oppure qualcuno che si è portato parenti e amici a far vedere la nuova casa. Hanno una culla, mobili abbastanza cheap, e probabilmente una seconda o terza figlia di qualche anno più piccola di me, anch'essa con evidenti tendenze da sgualdrina. Ma ancora non so a sufficienza dei nuovi vicini, quindi aggiornerò nel momento in cui si saranno trasferiti in pianta stabile.



Nell'appartamento sottostante, l'unico che in precedenza era occupato del secondo piano (ora ci stanno anche i due fratelli della coppia snob di cui sopra), viveva fino a un anno fa una famiglia molto litigiosa, madre padre e figlia 30enne. Litigavano spesso, madre e figlia, si sentivano in tutto il palazzo, lei amava divertirsi e uscire con tanti ragazzi diversi (lo so, è un vizio dell'intero quartiere.. ^^) mentre la madre, austera ed esigente, la voleva più donna di casa, che donna di strada. Il marito, un uomo abbastanza affascinante per la sua età, un evergreen patito di musica rock di anni ormai dimenticati, era diventato amico di mio padre con cui condivideva questa passione e l'astio nei confronti del faccendiere del 3o piano, la moglie invece ha per anni lavorato con mia madre prima del rispettivo pensionamento, quindi i rapporti erano prettamente professionali anche al di fuori dell'orario di lavoro. Curioso che per 15 anni la mia famiglia e la loro si siano date del lei, e un paio di settimane prima del loro trasferimento abbiano deciso di concedersi la confidenza del "tu". C'è da dire che sono rimasti in buoni rapporti, ci vengono a trovare spesso e giusto oggi andranno a fare shopping insieme. La prima ad andarsene fu la figlia, e sorprendentemente non per sopravvenuto esaurimento nervoso come si potrebbe pensare, ma perchè come ha sempre voluto la madre, si è sposata ed è andata a vivere col marito, col quale si frequentava da un paio d'anni. A breve fu seguita dai genitori, rimasti troppo soli in una casa così grande.



Al loro posto si è installata un'altra famiglia, madre, padre e figlioletto in età scolastica. Sembrano abbastanza comuni, entrambi lavorano molto e si fanno vedere poco, ma finora si sono sempre comportati con cordialità e una sorta di "timore reverenziale" nei confronti degli altri inqulini, in particolare del Patriarca del terzo piano, che hanno già giustamente inquadrato come gran simpaticone (o gran rompicoglioni, che dir si voglia). Una famiglia apparentemente unita, lui bonaccione attaccato al figlio che sembra già una piccola peste, e la madre, per contro, piuttosto severa nella sua educazione, sempre troppo esigente e in contrasto con l'idea di genitore del marito, l'una il bastone, l'altro la carota. Lui, il piccolo, è già un bel bambino, e sicuramente tra una decina d'anni farà battere il cuore di tutte le nuove sciacquette che si sono insediate nel quartiere. Questo sempre che la madre padrona non lo castri già in tenera età, come la precedente inquilina di cui parlavo poco sopra ha fatto con la figlia. Sono qui da troppo poco tempo per svelare qualche altro segreto di questa famigliola apparentemente felice, ma si sa' che dietro ogni bella facciata si nasconde qualche crepa..



Giunti al primo piano, oltre alla mia abitazione, c'è un piccolo appartamento vuoto, fino a poco tempo fa tenuto in affitto da un ricco concessionario d'auto sempre all'estero per affari. Viene usato come pied-à-terre per brevi periodi da coppie giovani, da scapoli d'oro con le loro ultime conquiste, e fino a qualche anno fa anche come piccola casa chiusa dove qualche imprenditore amico del proprietario portava le sue amichette mercenarie per sfogare i loro pruriti. Oltre a questo, un paio di anni fa per un brevissimo periodo venne ad avervi residenza una giovanissima coppia, poco più della mia età, che restò nell'appartamento solo per qualche giorno. Un pomeriggio suonarono al mio campanello, e mi ritrovai di fronte questo adone, biondo e bellissimo, a petto nudo e appena uscito dalla doccia, che mi chiedeva di prestargli l'asciugacapelli. Se ne andarono pochi giorni dopo, ma tanto ho sperato che rimanessero in pianta stabile per poter vedere, e rivedere, e rivedere ancora, quell'angelo biondo che circondato di luce suonò il mio campanello e mi fece suonare dentro tutti i miei campanelli più recettivi. Ora l'appartamento è in vendita da pochi giorni, il proprietario è diventato troppo vecchio per i suoi continui spostamenti e quindi si vuole liberare di alcune delle sue proprietà. Chissà chi verrà ad abitarci, restate sintonizzati per aggiornamenti!



Infine, l'appartamento affianco al monolocale è stato per anni abitato da un signore solo, mai sposato, mai fidanzato, gran fumatore e gran mangiatore. Dopo anni di questo stile di vita, è diventato obeso e non più autosufficiente, per cui il fratello e la moglie sono venuti ad convivere con lui. Gente semplice, campagnola, passa molti mesi l'anno nel proprio paese d'origine, cucinano sempre schifezze stufate che riempiono lo stabile del loro olezzo, tanto che a volte mi domando se non stiano trattando cadaveri mummificati nei loro pentoloni sempre fumanti. Purtroppo il proprietario originario negli ultimi anni si è ammalato a causa del suo stile di vita, e dopo un intervento che lo ha privato della sua residuale dignità di maschio mai sfruttata, è morto pochi giorni fa in ospedale in seguito a complicazioni. Mancherà, un bonaccione che è sempre stato al suo posto, troppo timido per avere rapporti con chiunque e troppo in là con gli anni per rifarsi una vita. Per lo meno non è morto solo, quindi la sua terribile esperienza che può per molti risultare terribilmente familiare e terribilmente probabile, non deve essere intesa come interamente negativa.


Fine


Bene, i racconti di Misterya Lane terminano qui, rimane sempre un piacere per me vedere dalla finestra i nuovi cartelli di vendita degli appartamenti, perchè già immagino chissà quali altri segreti e drammi i nuovi arrivati si porteranno dietro, e quali ricordi i vecchi abitanti si portano via con loro.





February 26

...ma guardando il cielo

Ci sono tante cose belle per cui vivere.
Vorrei provarne qualcuna.

Sull'orlo del precipizio..

Si muore un po' per poter vivere.
February 25

Petali di Pelle

Ciao a tutti!
Ancora una volta non lascio affondare il blog nel dimenticatoio e quindi sono qui per portare qualche aggiornamento di nessunissimo interesse..
Non che ci sia poi granchè da dire, ma un piccolo sforzo posso anche farlo, no?
Dunque, la pausa invernale universitaria è finita e con essa il periodo degli esami.. Mi son abbastanza spezzato la schiena in questi mesi, i risultati come al solito sono stati alterni (e in ogni caso poco soddisfacenti) ma se non altro per una volta non mi sento scoraggiato dalla cosa e penso ad andare avanti.
Per di più non posso godermi il mio trionfale debutto di rientro al campus visto che mi sto sfogliando proprio come una rosa perde i suoi petali in autunno.
Giocoforza, ho trascurato un pò le amicizie durante la mia odissea del sapere, ma mai, mai, quanto loro hanno potuto trascurare me.
Un anno fa, o forse qualcosa di più, scrivevo un fantastico intervento su quanto è bello avere un gruppo di amici affiatato in cui ci si può sentire inseriti in un contesto di "famiglia allargata", ma non solo, anche i rapporti con i singoli componenti del gruppo erano ottimi e finalmente, dopo tanto lavoro, basati sulla chiarezza e sulla fiducia reciproca. Bhe tutto questo ora non esiste più. Quasi con nessuno. E' come se un tornado fosse passato sulla nostra bellissima fattoria di campagna disintegrando il disintegrabile e lasciando a terra solo ruderi, macerie, troppo infrante per poterci costruire di nuovo qualcosa sopra.


E così c'è il bel ragazzo di Torano a cui sono tornato utile finchè ce n'era bisogno, poi, di fronte alla mia reticenza nell'incontrarlo, ha lasciato andare le corde e mi ha fatto cadere nella gola degni gnu imbufaliti (^_^), proprio come Scar con Mufasa. Anche se io mi immedesimo di più in Scar, ovviamente.

E così c'è il ragazzotto provinciale di PattumeWorld che al contrario mi ha fatto chiaramente capire che il nostro rapporto si basa solo su razionale e meccanica intesa, per lui il Cuore E' Altrove, forse non sa nemmeno lui dove. Telefonate all'ufficio stampa di studio aperto per un servizio strappalacrime sulla fine del suo povero cuore avizzito. Dove sei?

E così c'è la ragazzotta provinciale della culla dell'italiano (ma anche no) che è così impegnata nei suoi propositi di rendere sempre più saldo il nostro rapporto che non si accorge di fare continuamente danni, come quando con un pesante martello si cerca a tutti i costi di far entrare un chiodo in un pezzo del tavolo per fissarlo, in realtà allargando l'orifizio e rendendo il tutto sempre più traballante.

E così c'è quella che mi considera(va?) il "supposto migliore amico", che da quando ha trovato l'anima gemella mi ha tenuto in considerazione quasi quanto si fa con gli ispettori fiscali in tempi non sospetti, ovvero in modo nullo.

E così c'è la compagna di università con cui condividevi tutto e con cui c'era questa sorta di grande e magica intesa, un'unione indissolubile, una presenza costante l'uno nella vita dell'altro, tutto così indissolubile e costante che è bastato un perfetto signor nessuno per allontanarci progressivamente. Nice.

E così c'è quella che diceva "cammineremo mano nella mano come ai vecchi tempi", che ora preferisce camminare a passi lunghi e ben distesi a parecchi kilometri da me, ora ha trovato il suo vero "habitat naturale" nel quale, le iene come me, non possono entrare.

E così c'è quel vecchio amico per cui avresti sempre fatto tutto, e a cui hai cercato in tutti i modi di dimostrare il tuo affetto, salvo poi venire escluso dalla sua vita (in modo altamente selettivo), per una ragione che evidentemente il suo cuore ancora non conosce. Forza, chiamare anche per lui studio aperto e vediamo che si può fare.

Ho dimenticato qualcuno?
No, non è rimasto più nessuno.
Appunto.



E guardo la televisione (ormai faccio solo quello, soli si nasce e soli si muore, ma farlo con la tv accesa è un pò meno squallido) e vedo serial tv pieni di bella, bellissima, gente con fantastici rapporti di amicizia, con incredibili relazioni sentimentali e con quei grandi cuori che ti amavan tanto, che ti viene da chiedere cosa si è sbagliato nella vita, o cosa si è fatto di male per NON avere tutto quello.
Già già.. è finzione, è tutto sul piano dell'esagerato e dell'improbabile, eppure io vedo intorno a me gente che riesce a vivere situazioni simili,ad essere felice, gente che riesce a inserirsi, che riesce a viversi.
A me? A me non è rimasto più niente dopo il Tornado, neanche lacrime da piangere o forze per andare avanti. Ma devo fingere di essere forte, devo mostrare una facciata impeccabile e piena di entusiasmo, altrimenti i medici mi riempiranno di nuovo di psicofarmaci, i miei genitori mi mostreranno la loro falsa commiserazione fuori luogo e i miei amici.. beh, i miei amici continueranno a ignorarmi.
La storia si ripete. Sempre, no?


 
 


"Da cosa la protegge il paradosso di trovarsi in quella condizione per cui desidera un oggetto d’amore che perennemente non può soddisfarla? Il tempo passerà comunque facendole perdere la possibilità di essere felice. Tic tac."
February 09

Fulmine Rosso!


E' più oscuro del crepuscolo, è più rosso dello stesso sangue, è nella marea del tempo; in nome della pace e della giustizia io voglio fare appello a tutti i poteri più remoti dell'oscurità: ne ho bisogno perché mi aiutino a distruggere per sempre i miei nemici e tutti coloro che saranno tanto sciocchi da osare attaccarmi credendosi invincibili.

Fulmine Rosso!

  

 

January 17

Il Bene e il Male

Spolvero la Stanza solo pro-forma, dato che forse è rimasta l'unica ad ascoltare le mie urla disperate, tutti gli altri sono troppo presi da sè stessi, o troppo presi dal non prendermi sul serio, per sentire.
In ogni caso, meno due, il bianco il nero, il più e il meno, il bene e il male. Poi c'è la fine dei giorni. E poi di nuovo l'inizio.
Mi odio. E gli Altri non rispettano questa cosa.
Da quanto tempo non venivo qui? Stava crescendo muffa perfino sulle ragnatele..
Vorrei poter cadere in una cabina di criogenizzazione come Fry. O in una cabina-suicidio come Bender, è uguale. Vorrei solo addormentarmi da qui ai prossimi mille anni.. Ma credo che nemmeno mischiando tutti i flaconi di delorazepam di sereupin e di valium che ho in casa ci riuscirei, e poi a che pro? Anche tra mille anni sarei comunque più giovane della mia amica Francesca..
Linguaccia

Mi sento come Lui

Che insegna molto anche se non sa parlare, che sa ascoltare anche se non sa sentire.
Sa che dove gli altri vedono figli di deputati e figli di industriali, c'è ancora qualcuno che vede solo e soltanto figli di Puttana.
Grazie Johnny.



November 12

A volte ritornano!

ArcobalenoCiaooo!Arcobaleno
Da quant'è che non faccio la polvere nella Stanza!

Penso che il mio blogghino non sia mai stato tetraplegico in questo modo per un così lungo periodo di tempo!
Che scuse potrei inventarmi? Bhe ovviamente impegni (vegetare, vegetare, vegetare), vita sociale (parlare e uscire col pupazzo di doraemon), legami sentimentali (col pupazzo di zio paperone) e tanto tanto profondo e appassionato studio (lineamenti di fancazzismo 1, 2 e 3)!
Oltre a questi giustificabilissimi motivi Caldo ho anche avuto una perdita di ispirazione da apatia post terapia farmacologica, sono stati mesi duri per mille e più motivi, ora le cose sembrano andare un pò meglio! Ma non avevo voglia di ammorbare il blog coi miei problemi, per carità, sarebbe lecitissimo, ma più o meno recentemente ho sviluppato una forte spinta individualista e intimista, o meglio l'ho riesumata, visto che sono tornato solitario (e solo) come una volta..
A volte ritornano, del resto.
E così sono tornato anchio, cercando di sottrarmi a giorni tutti uguali che mi vedono protagonista in situazioni più o meno simili a queste:


  

In fondo la stanza dell'angelo mi è sempre piaciuta, qui posso sfogare la mia vena creativa e quella psicolabile, quindi non potevo continuare a trattarla con così tanta indifferenza, non sarebbe stato giusto!

Volete sapere un pò di novità? A bocca aperta
E invece no, altrimenti dove sarebbe la mia ritrovata introspezione intimistica?
Sorpresa

Dai prometto che il prossimo post sarà migliore.. ^O^
Baci baci a tutti!Nota

September 16

Tragedia

Tutte le mattine mi sveglio e il mio primo pensiero va a lui.. chissà dov'è, chissà cosa sta facendo, chissà se mi sta pensando, e l’immediato secondo pensiero, è il puntuale rimpianto che entra senza bussare, si insinua nella mia vita, e mi impedisce di andare avanti, ossia : perchè non l’ho fatto? Dovrei dirglielo?


Ma la vita a volte è così, prima sei a un passo dal paradiso, e subito dopo ti ritrovi scaraventato all’inferno... destino beffardo.
Purtroppo si vive tutto in diretta, certo, appare scontato dirlo, ma pensandoci su, è proprio così, buona la prima, senza possibilità di replica, senza prove dietro le quinte, o la va o la spacca...


Ma forse proprio questo è il bello di vivere, non credete?
Non sapere mai cosa ci riserverà il domani, che cosa ne sarà di noi, sapere a priori quanto sia illusorio pianificare un futuro più incerto di un presente così maldestro, ma ciò nonostante sognare...
Credo che proprio questo renda la vita unica.


E l'uomo vive una volta sola. Altrimenti si sarebbe chiamato Duomo!
Stralunato

September 08

Elephant Man

Ombrello Il mondo là fuori è pericoloso.
Spero che voi tutti abbiate una pistola, è fondamentale al giorno d'oggi. Non per difendersi, ovviamente, ma per non farsi cogliere impreparati quando la disperazione ci assale. Click. Ombrello

Quando un omoaffettivo, pur nascondendo la sua preferenza dietro un velo di artificiosa virilità, è palesemente visibile nei confronti della pubblica opinione, si dice che c'è un elefante rosa nel suo salotto, ovvero un qualcosa che non si può far finta di vedere entrando in casa sua, e solo chi ci abita può abituarsi giorno dopo giorno ad ignorarlo e a fingere che non esista. Ma quanto può durare questa scomoda convivenza con un così grosso problema davanti gli occhi tutti i giorni?

Traslando, si può scolorire il nostro elefante rosa e considerarlo come un comune pachiderma grigio, e adottarlo per altre questioni che non riguardano la repressione del proprio orientamento. Le cosìdette questioni in sospeso.
Ci potrei scrivere un'enciclopedia sulle questioni irrisolte come principale protagonista di molte di esse. E' inevitabile, essendo uno che ha scelto di non compiere scelte nella sua vita. A volte però le scelte sono una via a senso unico, obbligate, e per questo per forza di inerzia si lascia scegliere agli altri, semplicemente adattandosi più o meno coscientemente alle condizioni altrui. E' da queste circostanze che nel nostro salotto nasce per genesi spontanea un piccolo elefante grigiastro, steso su un fianco, che non occupa molto spazio e che è facilmente ignorabile. Ma il nostro elefantino ha la fastidiosa tendenza comune a molti mammiferi a crescere esponenzialmente in pochissimo tempo, e prima che ce ne possiamo rendere conto ci troviamo con un mastodontico problema da affrontare. Ma non sempre va così, a volte preferiamo chiudere gli occhi e ignorare la pluralità dei problemi che ci circondano, semplicemente per non farci sommergere da essi. Occhio non vede cuore non duole. Ma al contempo, lontano dagli occhi, lontano dal cuore.. Questi due luoghi comuni di banalità disarmante danno nel loro paradossale rapportarsi una chiara inquadratura di quello che è una questione in sospeso: qualcosa che si vuole cercare di dimenticare, di ignorare, perchè ci rende fragili, ci ferisce, ci distrae. Ma anche qualcosa che pur ignorandola ha il potere di logorarti lentamente dentro anche mentre tieni gli occhi chiusi, finchè un giorno quell'elefante non occupa completamente la tua abitazione. Provaci tu ora a fare finta di niente.

La resa dei conti. Che purtroppo non è la speratissima rinuncia di Carlo Conti alla sua orrenda carriera televisiva, ma è quello che ci aspetta quando il nostro amico grigio è troppo ingombrante per essere tenuto in casa, e troppo grande e rumoroso per continuare ad essere ignorato.
Personalmente di questo non posso parlare. Perchè come ho ribadito, io non ho mai fatto scelte, se non quella di lasciare questioni in sospeso, uno zoo di elefanti che circonda il mio mondo e che non è pronto alla chiusura.
Se consideriamo il nostro cuore come un pozzo, sapremo benissimo quanta gioia passione o amore può contenere, ma sapremo anche quanta merda ci possiamo buttare dentro, giù nelle profondità delle nostre coscienze, mai consapevoli di quello che è il limite di capacità di ognuno di noi.




Ombrello La verità è che trasudiamo rancore, tutto il rancore accumulato e putrescente che fuoriesce dagli interspizi cavi del pozzo senza fondo in cui abbiamo buttato per tutti questi anni le nostre solite, annose, questioni in sospeso... Ombrello
August 30

Buon compleanno Ale!

StellaTanti auguri per i tuoi 22 anni!Stella

..Arcobaleno..
August 29

Camera con vista marTe

Già, vista Marte, perchè qui di mare anche quest'anno non ne ho visto proprio per niente.
Ma poco male, rivedere la messa in onda de "Lo Squalo 2" ieri sera mi ha ricordato che io del mare posso benissimo farne a meno, preferisco mantenere i miei piedi ben saldi sulla terra ferma!

Ma da questa stanza, al sicuro, posso comunque guardare lontano, e il mio occhio vede bene e vede giusto, vede fino a Marte e a qualche satellite più in là.
Del resto non c'è bisogno di occhiali per vedere l'evidenza..
Ieri ho parlato molto di idealismi e falsi dei, di quanto mettere le persone su un piedistallo sia una cosa pericolosa, perchè è la posizione più semplice dalla quale cadere.

E io qui dal basso riesco a vedere quanto è in bilico la tua posizione.. Mi basterebbe scuotere un altro pò le convinzioni sulle quali la tua venerazione si fonda e cadresti giù, come corpo morto cade. Ma forse per ora starò ancora ad osservare l'evolversi della cosa da lontano, tanto il mio occhio vede oltre le apparenze e le illusioni, ha visto tanti pianeti prima di te, e per ogni pianeta è riuscito a guardare oltre, nessuno meritevole di essere osservato con dedizione. Non crederai sul serio di potere cambiare le cose, vero?

E se hai paura di bruciarti, non metterti contro il Sole.

August 23

Time is a silent killer

Bentrovati, ormai sono fedele a questa Stanza quasi come l'acconciatura imperitura della Lory Del Santo nazionale, i suoi capelli che mantengono dagli anni '80 la stessa curiosa forma, hanno resistito ad un'isola deserta e al tempo, probabilmente grazie anche ad una lacca la cui formula segreta viene usata come collante per le parti più delicate degli shuttle aerospaziali..
Ma non tutto resiste al fascino incalzante e cadente dello scorrere dei giorni, per cui ogni tanto vale la pena soffermarsi e fare il punto della situazione.
Noi possiamo anche fermarci tutta la vita, ma il tempo no, lui scorre indifferente alle nostre esigenze e ai nostri rimpianti.. Cos'è che ci fa pensare sempre al passato, cosa ci fa rimpiangerlo? Proprio lo scorrere incessante dei nostri giorni, che altro?

Del resto il passato è tale proprio perchè è una dimensione riferita ad un altro tempo, più o meno remoto, e nessuno può sottrarvisi, nemmeno Lory Del Santo, che nel frattempo inganna l'attesa con un bel fustacchione di 25 anni che studia legge e che NON sta con una carampana ottagenaria solo per convenienza.
Guardiamo ad esempio Zac Efron, qualcuno se lo ricorderà per High School Musical 1 o 2, qualcun altro per il recentissimo Hair Spray, e pochi altri per le apparizioni in Summerland. Bhe c'è anche chi non se lo ricorda proprio e non ci tiene a farlo, ma questa è un'altra storia. Ecco, guardiamo lui e vediamolo adesso, a pochi anni di distanza dal mocciosetto di Summerland, vediamo come un bambino pre-adolescente si sia trasformato in un muscoloso e aitante ometto che fa stragi di cuori internazionali. Non escludo che plastic surgery o hormonal therapy siano stati amici importanti nella sua "trasformazione" adolescenziale, ma per lui il tempo è stato senza dubbio una miniera d'oro.
Per altri invece il tempo è un silenzioso assassino, un compagno onnipresente in un viaggio in cui la meta finale è subito chiara a tutti fin dall'inizio; non è forse vero che iniziamo a morire nel momento stesso in cui nasciamo?

Cos'è per me il tempo? Per me è il nemico più grande, l'ultimo Titano che attenta alla mia permanenza sull'Olimpo. Lo sapevate che nella mitologia greca, persino Zeus, padre degli dei, doveva sottostare alle regole di suo padre, Chrono? Alcuni interpretano in chiave moderna la figura del nonno dei numi come il destino, quella dimensione o entità superiore a cui nessuno può sottrarsi.
Per me il destino non esiste, e credo che la nostra storia e la nostra sorte ce la scriviamo noi, il resto è solo un ammasso di coincidenze facenti parte della teoria del caos. Immaginatevi che confusione in chi crede in dio, ha fiducia cieca nel destino ma al contempo è anche attento alle teorie scientifiche come quella del caos.
A mio avviso assolutamente impossibile la loro coesistenza in un'unica concezione, a volte le scelte sono d'obbligo.

Non volendo divagare ulteriormente sulle scelte morali di ognuno, torno a ripetere che io credo solo nella grande mietitrice, che altri non è che il tempo nella sua forma individuale più feroce: la Fine.
Buttiamo gli orologi, chiudiamoci in casa, isoliamoci dal mondo ma lei arriverà comunque, su una cosa sola si può contare in questa vita, e questa è la morte, e per quanto sia paradossale crederlo, non si può far altro che arrendersi a questa idea. Quello che si deve combattere invece è quello che ci separa da qui al nostro traguardo, sguardi non ricambiati, scelte non fatte, rimpianti, sorrisi mancati, amori impossibili, la giovinezza troppo piccola per essere trattenuta e sogni troppo grandi per essere vissuti.

E' da sempre con questo che io combatto, ma la guerra è lunga, e le mie battaglie non sempre mi posizionano in vantaggio. Anzi, a volte batterci ci fa perdere solo tempo, perdendo per altro di vista battaglie più importanti, battaglie che magari potrebbero farci stare meglio negli scomodi panni di viaggiatori a scadenza ravvicinata che ci son stati assegnati.
Se io e Lory Del Santo sopravviveremo per scoprire il segreto strategico per vincere la guerra, saremo qui per raccontarvelo.
Altrimenti purtroppo qualcun altro dovrà cercare ancora, e ancora e ancora, fino alla fine del tempo.


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On Air: Eva Cassidy - Time After Time
via FoxyTunes   
August 13

Ti darò il mio cuore...

In minuscoli pezzettini.
Ciao spettatori (vacanzieri e non) della stanza dell'Angelo, siamo un po in fiacca eh? O magari giustamente starete rosolandovi sulla sabbia piuttosto che farvi ammorbare dai miei noiosissimi soliloqui..
Tanto ormai manca poco, siamo al giro di boa, dal 15 agosto inizierà a finire!
E tutti come me vi ritroverete nuovamente a prepararvi per il lavoro la scuola e per gli esami universitari Caldo

Sai J., ti vedo dappertutto. Ieri in stazione la tua faccia era su ogni ragazzo che incrociavo..
Sarà la fine dell'estate? Sarà la potenza immaginifica dell'amore? Saranno gli psicofarmaci e i loro effetti psicotropi? Sarà. Ma mi manchi.. In effetti non ti conosco neanche, so a malapena come ti chiami, ma il colore dei tuoi occhi non me lo dimentico. La luce del tuo sorriso non la posso scordare. Lo charme dei tuoi modi di fare sono sempre impressi nella mente e nel cuore.
Ed è con la mente e con il cuore che devo dirti addio.. Io non posso passare un altro